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Mancano i soldi. Missioni all’estero a rischio
I generali Tricarico e Cecchi allarmati dai tagli del governo: in pericolo il prestigio internazionale.

I capi di Stato maggiore di Aeronautica ed Esercito invitano Palazzo Chigi ad essere lungimirante investendo nella difesa.

L’AERONAUTICA militare e l’Esercito sono ormai al collasso. I tagli economici introdotti dal governo nell’ultima Finanziaria rischiano di compromettere l’attività delle Forze armate, che dovranno necessariamente ridimensionarsi. In poche parole, se anche l’anno prossimo l’andazzo dovesse essere lo stesso di quest’anno, occorrerebbe rivedere l’attività di sorveglianza dello spazio aereo nazionale e il contributo alle missioni internazionali. L’allarme è stato lanciato ieri dal capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, Leonardo Tricarico, e da quello dell’Esercito Filiberto Cecchi. Il generale Tricarico, da Decimomannu (Cagliari) dov’è in corso l’esercitazione internazionale «Spring flag 2006» non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione di un corpo definito «allo stremo» e «al collasso». «Se si dovesse ripetere per il 2007 lo stanziamento del 2006 - ha osservato - ci sarà il collasso delle attività di volo: occorrerebbe rivedere l’attività di sorveglianza dello spazio aereo nazionale e il contributo alle missioni internazionali». Un appello accorato, quello di Tricarico, che già mesi fa, in occasione di una manifestazione delle Frecce Tricolori, aveva avuto modo di sottolineare quanto i tagli inseriti nella Finanziaria approvata nel dicembre 2005 avrebbero condizionato l’attività dell’Aeronautca. Adesso, i fatti sembrano dare ragione al Capo di Stato maggiore. I primi effetti, i tagli alla Finanziaria, li hanno già prodotti: l’attività delle Frecce Tricolori è stata fortemente ridimensionata, con conseguente annullamento di prestigiose trasferte all’estero perché troppo costose (Usa, Australia); il prossimo 2 giugno non si terrà la tradizionale parata aerea, ma solo il classico passaggio della pattuglia acrobatica; i contratti di partnership per il 2007 non ancora stipulati rischiano di rimanere chiusi in un cassetto, con relativo taglio degli investimenti nella tecnologia, settore che ha visto sempre l’Italia tra i Paesi all’avanguardia. Per il momento, l’attività di sorveglianza dello spazio aereo nazionale non dovrebbe subire alcun ridimensionamento. L’Aeronautica ha garantite per contratto 45 mila ore di volo per quanto riguarda gli F-16. Sinora ne sono state effettuate circa un terzo. Semmai, come ha spiegato Tricarico, il problema è per l’anno venturo. Il generale va così in pressing sul costituendo governo Prodi, affinché il centrosinistra non si dimentichi delle Forze armate quando, già in estate, dovrà approvare il Documento di programmazione economica e finanziaria, propedeutico alla Legge di bilancio. «Le ore di volo si fanno - ha riferito Tricarico - ma il personale non ha il trattamento economico normalmente riservato per questo tipo di attività, con un indennizzo che compensi il disagio». Anche la qualità della vita, ha detto ancora il Capo di Stato maggiore, «avrà uno scadimento notevole, ma la nostra missione, e cioè la difesa dello spazio aereo, e il contributo alle missioni internazionali, continueremo a garantirla». Tuttavia, ha ammonito Tricarico, «deve essere chiaro che se si dovesse ripetere lo stanziamento di risorse per la Difesa del tipo di quello previsto per il 2006, ci sarà il collasso dell’attività di volo. Siamo allo stremo, una ripetizione non è possibile. Tutta l’attività andrebbe rivista». Alle parole di Tricarico hanno fatto eco ieri quelle del capo di Stato maggiore dell’Esercito Cecchi. «La situazione - ha detto il generale - è estremamente difficile e se il governo non garantirà le adeguate risorse l’Italia dovrà ridurre le proprie ambizioni sullo scacchiere internazionale». «Il rischio che corriamo - ha proseguito Cecchi - è di vanificare gli sforzi fatti sin qui e perdere quella credibilità conquistata grazie alla professionalità dei nostri uomini in missione all’estero». Tricarico e Cecchi si sono poi appellati al governo, affinché «sappia essere lungimirante» investendo in un comparto determinante nel quadro della politica estera. Adesso la palla passa al futuro governo Prodi e al probabile ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa.

Da www.iltempo.it

 
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