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Il Tricolore disegnato sul Lago di Garda PDF Stampa E-mail
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Frecce Tricolori - Manifestazioni
Lunedì 28 Giugno 2010 11:31

Lo spettacolo era nell'aria. E per quasi tre ore, a dispetto del caldo e del sole pungente, l'air show ha tenuto con il naso all'aria migliaia di persone disseminate lungo la sky line tra Cisano, Bardolino e Garda, tre chilometri e mezzo di costa lacustre affollati di curiosi, turisti e appassionati.
Nove le esibizioni in programma, ma tutti erano lì per ammirare le esibizioni della Pattuglia acrobatica nazionale, le Frecce Tricolori che quest'anno compiono 50 anni di vita. La loro presenza quest'anno aveva anche un significato speciale, in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, simbolo di quell'italianità che ieri tutti hanno condiviso, anche sventolando il tricolore all'arrivo delle Frecce.
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La pattuglia acrobatica, composta di dieci MB 339 Pan della Aermacchi, è arrivata rombando alle spalle del pubblico lasciando in cielo la tradizionale scia tricolore. E poi è stata un'emozione dietro l'altra, con il solista che si staccato dal resto della pattuglia esibendosi in voli rovesciati, virate strettissime, cerchi giganteschi, crazy fly, tonneau, salite ripide e discese in picchiata. Splendida l'esibizione del gruppo, dagli incroci quattro più cinque, con scie tricolori, alla «bomba» fino alla scampanata.
E poi, ancora, le esibizioni in formazioni geometriche, le virate mozzafiato, il romantico cuore disegnato con il fumo bianco nel cielo azzurro di Bardolino. E per il saluto la voce di Luciano Pavarotti con «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini, che ha inondato il lago di note struggenti mentre la pattuglia acrobatica salutava il suo pubblico entusiasta con una virata lungo la costa.
A dare inizio all'air show erano stati i tre ultraleggeri Texan Top Class del Wefly Team, unica pattuglia acrobatica al mondo ad essere formata da piloti con disabilità, che hanno deliziato il pubblico con una serie di virate e discese e risalite in velocità, chiudendo l'esibizione con un allineamento geometrico ravvivato da scie fumogene bianche e azzurre. Velivolo ultraleggero anche per la seconda esibizione, un idrovolante della Scuola italiana di volo condotto da Graziano Mazzolari pionieri del volo con ultraleggeri su galleggianti, che ha dato spettacolo con voli rasenti la superficie del lago, «allagaggi» e virate strettissime. Terza esibizione con l'ultraleggero RV6 pilotato da Enzo Pacenti, campione nazionale di gare acrobatiche, che si è fatto applaudire per le sue virate mozzafiato, il volo radente, il tonneau e un bellissimo cerchio disegnato nel cielo.
Il Team Eurostar, composto da piloti professionisti e guidato dal capitano Davide Burei, sette velivoli ultraleggeri, attrezzati anche per la protezione civile nel campo delle ricognizioni, si sono esibiti in formazioni a triangolo in pattuglia e in combinazioni di pattuglia e solista. Quest'ultimo ha regalato qualche brivido al pubblico con un crazy fly e una perfetta virata a coltello davanti alla costa.
Grandi applausi ha strappato l'esibizione dell'elicottero Dauphin 365 della ditta Novaris di Voghera, un modello usato dalla Guardia costiera americana con motori molto potenti, con il tipico rotore di coda a finestrone, capace di volare in laterale. Si è congedato con un «inchino» davanti al pubblico di Punta Mirabello a Bardolino. Apprezzatissimo anche l'elegante jet Hawker 900XP della Aliven, un velivolo executive capace di raggiungere gli 800 chilometri orari. Il comandante Roberto Pellizzari si è esibito in virate rasenti alla costa che hanno galvanizzato il pubblico.
Spettacolare l'esibizione del Canadair CL-415 della Protezione Civile che ha effettuato voli rasenti sul lago per raccogliere acqua (ne porta 6000 litri) in pochi secondi, rialzarsi e «sparare» il liquido su ipotetici incendi. Emozionante anche la simulazione di un salvataggio in acqua effettuata dal versatile elicottero dell'aeronautica militare HH3F, del 15° Stormo di Pratica di Mare, un sofisticato gioiello aeronautico capace di «allagare» o ammarare, spegnere il rotore, e riavviarsi per ridecollare dalla superficie dell'acqua. È utilizzato, e se ne comprende bene il motivo, soprattutto nelle operazioni di soccorso anche nelle situazioni più complesse, sia a terra che in mare.

Fonte: larena.it



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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Giugno 2010 11:34 )